Le nuvole e la pietra
Poeti salentini del Novecento


Ogni cosa che appartiene alla terra può avere voci, parole. Anche i tronchi contorti degli ulivi e i tramonti, anche il morso misterioso della tarantola e le ombre dei morti che tornano ai piedi di un faro.
Ma le voci della terra sono come la voce di un uomo: si spengono, si sperdono se qualcuno non le stringe nelle sillabe di un verso, non le raggruma nelle macchie di un colore, non le annoda nell’armonia festosa o lamentosa di un canto.
Leggere le poesie di Vittorio Bodini, Girolamo Comi, Vittorio Pagano, Antonio Verri, Salvatore Toma, Nicola G. De Donno, Vittore Fiore è scoprire la vita che pulsa nelle parole; è fare esperienza della poesia che rivela l’anima di una geografia, che descrive una condizione esistenziale vissuta al confine tra una terra e due mari.
Le poesie sono tradotte in inglese, perché anche in questa lingua si possano ascoltare le voci di terra raccolte in queste poesie, i loro echi, le loro risonanze.

